Psicomotricità. Strumenti formativi e metodologie di intervento educativo (a.a. 2018/19)
(Psicomotricità 1819)

Direttore scientifico: Lucio d'Alessandro
Comitato tecnico-scientifico: Andrea Bonifacio, Nadia Carlomagno, Enricomaria Corbi, Antonella Gritti, Margherita Musello, Fernando Sarracino, Fabrizio Manuel Sirignano, Natascia Villani

Il Master nasce in continuità della progettualità sperimentata dal Centro di Lifelong Learning di Ateneo nelle sei edizioni del Corso di Perfezionamento in Psicomotricità realizzate, ponendosi come livello avanzato dello stesso.

Il Master si pone quindi l'obiettivo di formare un professionista con competenze specialistiche nella progettazione formativa e nell'intervento educativa nel campo della Psicomotricità educativa e preventiva, che sia in grado di operare - anche in funzioni di coordinamento e supervisione - in ambito scolastico ed extrascolastico nell'ottica del sistema formativo integrato.

Il Master intende far acquisire elevate competenze per la realizzazione, il coordinamento e la supervisione di una psicomotricità integrata nei contesti socio-educativi.
I corsisti acquisiranno conoscenze in merito ai i fondamenti e alle linee evolutive della psicomotricità educativa e preventiva, alle tappe e alle patologie dello sviluppo psicomotorio dei bambini; competenze in merito alle diverse visioni del corpo presso altre culture, anche in riferimento ai processi di immigrazione e in base alle differenze in una prospettiva antropologico-culturale, conoscenze delle forme di gioco spontaneo dei bambini nelle diverse età e dei loro significati in termini di formazione dell'identità corporea.

Il percorso mira altresì a sviluppare capacità di ascolto corporeo e di aggiustamento tonico-emotivo, facendo acquisire consapevolezza dell'incisività delle proprie memorie corporee sugli stili comunicativi non verbali, maturare capacità di osservazione dell'espressività corporea di bambine e bambini, con particolare riguardo a quelli con difficoltà nel processo di sviluppo; il percorso formativo mira, infine, a far acquisire competenze nella conduzione dei gruppi e nella gestione dei conflitti, capacità di lavoro in équipe e di rete sul territorio.

L'impianto metodologico adottato è quello della didattica laboratoriale che, alternando lezioni frontali, formazione a distanza e attività centrate sull'esperienza, sulla partecipazione attiva e collaborativa dei soggetti in formazione per la co-costruzione di saperi e competenze, consente di strutturare percorsi formativi che si pongono come spazi nei quali problematizzare i contenuti teorici proposti in un "itinerario partecipato" che metta in gioco i saperi, le abilità e le risorse personali.